AP7 - Interoperabilità e accesso ai dati

AP7 - Interoperabilità e accesso ai dati

AP7 - Interoperabilità e accesso ai dati

Gli obiettivi dell'Area Progettuale

  • Aprire l’accesso ai dati e realizzare l’interoperabilità dei sistemi informativi esistenti attuando le linee strategiche dell’Ente e della Commissione Europea.
  • Creare sinergie e razionalizzare la gestione e l’utilizzo dei dati e delle informazioni per la ricerca nel settore delle Scienze della Terra e del monitoraggio Ambientale.
  • Recuperare l’enorme patrimonio di dati ancora in formato cartaceo (es. meteo-idrologici) attraverso metodiche standard di digitalizzazione.
  • Sviluppare metodi e modelli di armonizzazione di grandi moli di dati eterogenei.
  • Sviluppare l’interoperabilità dei dati e dei sistemi con un approccio distribuito tra gli Istituti e definendo in modo collaborativo: policies, best practice, standard e interoperability agreement.
  • Sviluppare una base di conoscenza che leghi le pubblicazioni ai dati e ai gruppi di ricerca nel settore della Scienza del Sistema Terra ed il monitoraggio ambientale.
  • Rafforzare il ruolo dell’Ente, ad ogni livello, nell’aree tematiche della Data Science e della Interoperabilità per costruire grandi infrastrutture digitali (e-infrastructure) per la ricerca, es.: operational Copernicus services, ICSU Future Earth, ESFRI, H2020 EraPlanet, SeaDataNet, EMODnet, GEOSS Flagships (GEO BON, GEO GNOMES, GEOSS Blue Planet, GEO Cold Regions, etc.), US NSF Earth Cube, etc.
  • Contribuire ai GdL internazionali sull’Open Access, il Data Management e la Interoperability promossi da iniziative internazionali quali: RDA, Belmont Forum, AGU, EGU, OGC, IEEE, Science Europe, SCAR, NSF Earth Cube, Eye-on-Earth, EERA – JPGE, etc.
  • Facilitare gli Istituti a rispondere alle call H2020 della Commissione Europea su tutte le Societal Challenges, con particolare attenzione ai settori: climate action, environment, resource efficiency and raw materials, food security, sustainable agriculture and forestry, marine and maritime and inland water research and the bioeconomy, secure, clean and efficient energy, health, demographic change and wellbeing.

Rilievo

Il rilievo dell'Area Progettuale

L’importanza di quest’area deriva dalle nuove sfide che deve affrontare la ricerca scientifica sia di base che applicata:

  • Science 2.0. Science in transition Science 2.0 è un’iniziativa lanciata dalla Commissione Europea (DG: Research and Innovation e Communication Networks, Content and Technology) per descrivere l’evoluzione in corso nel modus operandi per fare ricerca e organizzare la Scienza. Questi cambiamenti nella dinamica della Scienza e della Ricerca sono dovuti all’avvento delle nuove tecnologie digitali e della globalizzazione della Comunità scientifica, fattori essenziali per rispondere alla domanda crescente, da parte della Società, di affrontare i grandi temi della ricerca legata ai cambiamenti globali e alla gestione delle risorse idriche e ambientali.
  • Fourth Paradigm della Scienza. Oggi la gran parte della conoscenza potenziale contenuta nell’enorme quantità di dati raccolti rischia di andare perduta. Occorrono gli strumenti adatti per trovare in maniera automatica l’ago della conoscenza nel pagliaio dei dati. Siamo già nell’era della Big Data Science, ma nel futuro prossimo la Data-Intensive Science sarà sempre più importante. Questo vale per tutti i settori scientifici e in particolare per quelli che generano e utilizzano grandi moli di dati come le Scienze della Terra, includendo la digitalizzazione di dati storici e l’armonizzazione di dati provenienti da sensori diversi.
  • Open Science movement. Questo movimento internazionale mira a rendere la ricerca scientifica, i suoi dati, e la disseminazione dei risultati accessibile a ogni livello della Società. Il CNR, insieme ad altri Enti di ricerca prestigiosi, ha sottoscritto la Dichiarazione di Berlino per l’accesso aperto alla letteratura scientifica e più recentemente un “Position statement sull'accesso aperto ai risultati della ricerca scientifica in Italia, in linea con la Commissione Europea (vedi la Raccomandazione sull’accesso all’informazione scientifica e sulla sua conservazione del 17/07/2012).

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