I ricercatori del neocostituito Istituto di Geoscienze (GEO) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) hanno svolto un ruolo di primo piano al First International Workshop on Building Resilient Transitional Coastal Ecosystems, organizzato dalla Faculty of Engineering della Kasetsart University di Bangkok, sotto la guida del Prof. Apiniti Jotisankasa. L’iniziativa ha riunito ricercatori italiani e thailandesi con competenze complementari nelle geoscienze, idrogeologia, geomorfologia, ecologia, oceanografia, ingegneria costiera e scienze ambientali, offrendo un’importante occasione di confronto interdisciplinare e di cooperazione scientifica per affrontare le complesse sfide che riguardano gli ecosistemi costieri di transizione in un contesto di cambiamento climatico.
Il programma scientifico ha presentato i risultati di numerose iniziative di ricerca sviluppate in Thailandia e in Italia, evidenziando approcci innovativi e competenze complementari nello studio di temi quali eutrofizzazione, trasporto dei sedimenti, erosione costiera, subsidenza, conservazione della biodiversità, ripristino degli ecosistemi, gestione integrata delle risorse idriche, protezione delle coste e adattamento ai cambiamenti climatici. Nel loro insieme, i contributi hanno dimostrato che la ricerca interdisciplinare rappresenta uno strumento fondamentale per migliorare la resilienza e la gestione sostenibile degli ecosistemi costieri più vulnerabili.
La delegazione italiana del CNR, composta da Sandra Donnici, Luigi Tosi e Luca Zaggia dell’Istituto di Geoscienze (GEO) e da Alessandro Bergamasco dell’Istituto di Scienze Marine (ISMAR), ha illustrato il valore dell’integrazione tra geoscienze e scienze marine per comprendere i processi che regolano il funzionamento degli ecosistemi costieri di transizione. I contributi del CNR hanno affrontato temi quali la regolazione delle maree, le Nature-based Solutions (NbS), l’impiego di indicatori ecologici per la valutazione ambientale e le interazioni tra processi idrodinamici, geomorfologici ed ecologici che determinano la resilienza degli ecosistemi costieri. In questo contesto, il progetto SWAMrisk (Interreg Italy-Croatia Programme 2021-2027 – ITHR0200479) ha presentato il concetto di Land–Sea Continuum, un approccio idrogeomorfologico integrato che considera pianure costiere, zone umide, lagune, delta, estuari e l’ambiente marino come un unico sistema interconnesso. Tale approccio fornisce una solida base scientifica per comprendere i processi che governano gli ambienti costieri e supporta lo sviluppo di strategie di adattamento ai cambiamenti climatici e di gestione sostenibile del territorio.
Il workshop si è concluso con una visita tecnica nel Delta del Chao Phraya, durante la quale i partecipanti hanno potuto osservare direttamente numerosi interventi basati sulle Nature-based Solutions (NbS) e altre misure di adattamento sviluppate nell’ambito di progetti di ricerca, come RESOLVE (HORIZON-MSCA-2023-SE-01-01), per contrastare l’erosione costiera, la subsidenza, l’intrusione salina e gli effetti del cambiamento climatico. La visita ha permesso di valutare sul campo gli interventi pilota, confrontare metodologie di monitoraggio e favorire lo scambio di esperienze scientifiche, dimostrando come la ricerca possa tradursi in strumenti concreti a supporto di una gestione costiera basata su solide evidenze scientifiche.
L’evento ha confermato il valore della cooperazione scientifica internazionale nell’affrontare le sfide che interessano le aree costiere a livello globale. La collaborazione tra la Kasetsart University, il CNR-GEO e le altre istituzioni partner ha rafforzato i rapporti scientifici tra Italia e Thailandia, evidenziando il ruolo strategico del nuovo Istituto di Geoscienze (GEO) del CNR nello sviluppo di ricerche interdisciplinari e nella promozione di future iniziative dedicate all’adattamento ai cambiamenti climatici, alla tutela delle acque sotterranee e alla gestione sostenibile degli ecosistemi costieri di transizione.




