Home 9 Gruppi di Lavoro 9 Multirischio
GdL: Multirischio

Il Gruppo di Lavoro (GdL) Multirischio è stato istituito il 1° agosto 2023 con Provvedimento del Direttore DSSTTA (Prot. n. 0248212 del 11/08/2023) e le sue attività termineranno il 31 luglio 2027. Attualmente il GdL è costituito da ricercatrici/ricercatori e tecnologhe/tecnologi afferenti a 10 Istituti del Dipartimento di Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente (DSSTTA), 3 Istituti del Dipartimento di Ingegneria, Informatica e Tecnologie per l’Energia e i Trasporti (DIITET), 1 istituto del Dipartimento di Scienze Biomediche (DSB),  1 istituto del Dipartimento di Scienze Bio-Agroalimentari (DISBA) e 1 Istituto del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale (DSU) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e le sue attività sono supportate da un’Unità di Coordinamento tecnico-scientifico.

Il GdL ha l’obiettivo di rafforzare la resilienza dei sistemi territoriali e socioeconomici sviluppando un approccio integrato finalizzato a incrementare il livello di conoscenza dei rischi naturali, ambientali, antropici e tecnologici, promuovendo strategie e tecnologie innovative per la previsione, prevenzione, monitoraggio e mitigazione degli impatti indotti da situazioni di multipericolosità (in relazione alle vulnerabilità territoriali, infrastrutturali e socio-economiche), valutando anche l’impatto sulla salute umana, progettando e implementando sistemi di supporto alle decisioni per la gestione di eventi emergenziali complessi.

Il GdL favorisce la collaborazione interdisciplinare tra Istituti e Dipartimenti del CNR, valorizzando competenze scientifiche e approcci innovativi. Supporta le politiche pubbliche e la governance del rischio, elaborando strategie nazionali e regionali di adattamento e mitigazione ai cambiamenti globali in atto, anche di natura geopolitica, in allineamento con il quadro europeo di riferimento. Prevede la costituzione di un’Unità di Rapid Assessment in grado di fornire un supporto operativo agli Enti Regionali e Nazionali preposti all’analisi e alla gestione del rischio/multirischio (Dipartimento della Protezione Civile, Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, Croce Rossa Italiana, Enti del Terzo settore, Scudo Blu Italia, ecc.), mettendo a disposizione competenze, strumentazioni, equipaggiamenti oltreché dati, modelli, metodologie e strategie. Il GdL promuove la formazione, la divulgazione e il trasferimento tecnologico, anche tramite iniziative di Citizen Science e Citizen Engagement e partecipa attivamente a reti e programmi di ricerca nazionali e internazionali per il posizionamento strategico del CNR.

 Durata: 1° agosto 2023 – 31 luglio 2027

Obiettivi

Nel contesto delle sfide poste dai cambiamenti globali in atto, anche di natura geopolitica, il GdL Multirischio si propone di affrontare, in modo integrato e interdisciplinare, la complessità intrinseca dei rischi e delle loro interconnessioni, in accordo con il modello proposto dalla “EU preparedness union strategy” che si basa su tre principi fondamentali (https://commission.europa.eu/topics/preparedness_en):

  • Approccio integrato di tutti i tipi di rischio: il GdL mira all’analisi simultanea di differenti tipologie di pericolosità (naturali, ambientali, antropiche, tecnologiche) e le loro interazioni in relazione alle potenziali esposizioni e vulnerabilità, al fine di ottimizzare la preparazione e la gestione delle emergenze nonché la pianificazione delle misure di mitigazione e adattamento agli impatti, riducendo gli effetti a cascata e garantendo resilienza sistemica.
  • Approccio intersettoriale e inclusivo: il GdL prevede il coinvolgimento attivo di tutti i settori della società, comprese organizzazioni pubbliche e private, nonché i singoli cittadini, al fine di garantire una resilienza collettiva.
  • Approccio intergovernativo: il GdL promuove il coordinamento e la collaborazione tra le diverse agenzie e dipartimenti governativi, al fine di gestire i rischi in maniera più efficace e coerente.

Il GdL Multirischio, in accordo a quanto sopra esposto, persegue i seguenti obiettivi strategici:

  1. Promuovere una conoscenza integrata
  • Individuando e mappando i diversi fattori di rischio (naturali, ambientali, antropici e tecnologici), sviluppando framework integrati di rappresentazione e analisi delle loro relazioni e interconnessioni in un’ottica sistemica, multi-sorgente, multi-temporale e multi-scalare, con l’obiettivo di supportare la definizione di modelli digitali di descrizione e simulazione di sistemi complessi (ad es. Digital Earth, Digital Twin).
  • Sviluppando modelli previsionali, strumenti di analisi delle pericolosità/multipericolosità e del rischio/multirischio, scenari di impatto e strategie di monitoraggio e riduzione degli effetti indotti in relazione alle vulnerabilità territoriali, infrastrutturali e socio-economiche.
  • Sviluppando modelli previsionali e strumenti di valutazione del rischio per l’uomo, considerando l’ambiente in cui vive, e gli elementi che lo compongono come fattori dell’esposoma. Tali elementi possono influenzare la salute dell’individuo e provocare l’insorgenza di patologie o modificarne l’andamento.
  • Sviluppando indicatori per valutare l’impatto per la vegetazione urbana mettendo in relazione la riduzione della funzionalità con la performance nella fornitura di Servizi Ecosistemici di Regolazione.

 

  1. Sostenere l’interdisciplinarietà e la sinergia tra Istituti e Dipartimenti
  • Favorendo la collaborazione tra i diversi Istituti e Dipartimenti del CNR coinvolti in tematiche affini e complementari, al fine di valorizzare le competenze scientifiche esistenti e stimolare nuovi approcci integrati alla valutazione, gestione, monitoraggio e mitigazione degli impatti in un’ottica multirischio.
  1. Supportare le politiche pubbliche e la governance del rischio
  • Fornendo nuovi strumenti conoscitivi e operativi finalizzati al superamento delle logiche rischio-specifiche, promuovendo una dimensione multirischio a supporto delle istituzioni preposte alla pianificazione territoriale e alla preparazione e gestione delle emergenze.
  • Elaborando strategie nazionali e regionali di adattamento ai cambiamenti globali in atto, anche di natura geopolitica, con particolare attenzione alla prevenzione, monitoraggio, mitigazione e gestione integrata degli impatti in un’ottica multirischio.
  1. Promuovere la resilienza dei sistemi territoriali e socioeconomici
  • Valutando, monitorando e mitigando gli impatti di differenti tipologie di eventi (naturali, antropici, NaTech), in un’ottica multipericolosità/multirischio, e le loro interazioni con i sistemi territoriali e socioeconomici. Il GdL propone misure di mitigazione e adattamento, con un focus su soluzioni nature-based, infrastrutture resilienti e strumenti di pianificazione integrata.
  • Sviluppando, progettando e dispiegando tecnologie e strategie per la preparazione e la gestione di eventi emergenziali. Valorizzando la capacità di ricerca del CNR, il GdL Multirischio promuove la progettazione e lo sviluppo di asset operativi essenziali quali: Strutture e Laboratori Mobili per l’acquisizione, l’analisi e l’elaborazione dati in situ in tempo reale; Mezzi Speciali per Emergenze utili per il monitoraggio rapido e la risposta immediata in scenari complessi, in un’ottica di multipericolosità/multirischio. Questo impegno mira a costituire un supporto concreto e operativo tramite l’Unità di Rapid Assessment.
  • Costituendo un’Unità di Rapid Assessment in grado di fornire supporto scientifico e tecnologico agli Enti Regionali e Sovraregionali (Dipartimento della Protezione Civile, Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, Croce Rossa Italiana, Enti del Terzo settore, Scudo Blu Italia, ecc.) nel campo della previsione, preparazione, monitoraggio, gestione e recupero da eventi emergenziali, fornendo competenze, strumentazioni, equipaggiamenti oltreché dati, modelli, metodologie e strategie già disponibili presso gli Istituti dei diversi Dipartimenti afferenti al GdL Multirischio. L’Unità di Rapid Assessment, pertanto, non sostituisce ma supporta le azioni degli operatori istituzionali di Protezione Civile.
  1. Incentivare la formazione, divulgazione e il trasferimento tecnologico
  • Favorendo la diffusione dei risultati scientifici e tecnologici presso le Amministrazioni dello Stato e Pubbliche Autorità, le imprese e la cittadinanza.
  • Promuovendo iniziative di formazione e divulgazione, attraverso attività di Citizen Science e Citizen Engagement, volte a potenziare la cultura del rischio, la capacità di risposta e, con essa, la resilienza delle comunità.
  1. Integrare iniziative nazionali e internazionali
  • Partecipando attivamente a reti e programmi di ricerca europei e globali (e.g., Horizon Europe, Copernicus, Mission on Climate Adaptation), contribuendo al posizionamento strategico del CNR su scala internazionale.
Contesto Operativo

Perché è utile istituire un Gruppo di Lavoro Multirischio?

La creazione di un GdL Multirischio è una scelta strategica fondamentale al fine di gestire in modo integrato l’aumento della frequenza, intensità e complessità degli impatti derivanti da eventi naturali, antropici e tecnologici legati ai cambiamenti globali in atto, anche di natura geopolitica, in termini di:

  1. Promozione della ricerca interdisciplinare

Il GdL Multirischio integra esperienze e competenze provenienti da diversi ambiti disciplinari promuovendo, pertanto, l’integrazione delle conoscenze e l’innovazione scientifica e tecnologica.

  1. Interconnessione dei rischi

I cambiamenti globali in atto (ambientali, sociali e geopolitici) amplificano la probabilità che si verifichino eventi concatenati e/o simultanei: un approccio in ottica multirischio permette di analizzare le interazioni tra diversi eventi, i relativi impatti e le conseguenze indotte.

  1. Migliore gestione del rischio

Un approccio tradizionale “per singolo rischio” non risulta più adeguato. Viene richiesta una visione integrata in ottica multirischio per pianificare strategie, più efficaci e sostenibili, di previsione, prevenzione, monitoraggio, riduzione e gestione degli effetti indotti.

  1. Supporto alla governance e alla pianificazione

Pianificare e affrontare situazioni complesse in ottica multirischio richiede la disponibilità, in tempo reale, di dati, strumenti, metodologie e strategie nonché modelli previsionali e decisionali utili alle Istituzioni per sviluppare adeguate politiche di programmazione e adattamento.

 

Come si inserisce il Gruppo di Lavoro Multirischio nelle linee strategiche del CNR?

  1. Allineamento con la missione del CNR

Il CNR punta a produrre conoscenza, trasferire approcci metodologici, tecnologie e supportare le politiche pubbliche. Il GdL Multirischio risponde pienamente a questa missione, specie nel quadro dei cambiamenti globali in atto, anche di natura geopolitica.

  1. Supporto alle priorità del PNR (Piano Nazionale della Ricerca)

Il GdL Multirischio si inserisce nei temi della sostenibilità ambientale, della resilienza dei territori e dell’adattamento ai cambiamenti globali, tutti pilastri del PNR e del Piano Strategico del CNR.

  1. Sinergia tra Dipartimenti:

Il GdL Multirischio favorisce relazioni interdipartimentali, rafforzando la collaborazione tra diversi Istituti del CNR, ottimizzando le competenze e le risorse e valorizzando le eccellenze già presenti.

  1. Contributo agli SDGs (Sustainable Development Goals)

Il GdL Multirischio contribuisce in modo trasversale agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, in particolare:

    • SDG 11 (Città e comunità sostenibili),
    • SDG 13 (Lotta al cambiamento climatico),
    • SDG 15 (Vita sulla Terra).
    • SDG 3 (Salute e benessere) 

Il GdL Multirischio è quindi una scelta strategica che permette al CNR di rafforzare il proprio ruolo di riferimento scientifico nazionale e internazionale, promuovere la resilienza del sistema Paese e rispondere in modo integrato e innovativo alle sfide poste dai cambiamenti globali in atto.

Partecipanti

Il Gruppo di Lavoro Multirischio è composto da un coordinatore, un vicecoordinatore e da 19 tra ricercatrici, ricercatori e tecnologi afferenti a 5 differenti Dipartimenti, supportati da un’unità di coordinamento tecnico-scientifico.

Coordinatore: Simone Sterlacchini, Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria (CNR-IGAG)

Vicecoordinatore: Mauro Rossi, Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica (CNR- IRPI)

 

Componenti

Dipartimento di Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente – DSSTTA

  • Francesca Garaventa, Istituto per lo Studio degli Impatti Antropici e Sostenibilità in ambiente marino (IAS)
  • Ettore Guerriero, Istituto sull’Inquinamento Atmosferico (IIA)
  • Francesco Stigliano, Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria (IGAG)
  • Ivan Marchesini, Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica (IRPI)
  • Francesco Raffa, Istituto di Geoscienze e Georisorse (IGG)
  • Angela Perrone, Istituto di Metodologie per l’Analisi Ambientale (IMAA)
  • Maria Rosaria Gallipoli, Istituto di Metodologie per l’Analisi Ambientale (IMAA)
  • Marco Ciolfi, Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri (IRET)
  • Angelantonio Calabrese, Istituto di Ricerca Sulle Acque (IRSA)
  • Alessandra Bonazza, Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima (ISAC)
  • Francesca Costabile, Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima (ISAC)
  • Alina Polonia, Istituto di Scienze Marine (ISMAR)
  • Salvatore Passaro, Istituto di Scienze Marine (ISMAR)

 

Dipartimento di Ingegneria, ICT e Tecnologie per l’Energia e Trasporti – DIITET

  • Agostino Forestiero, Istituto di Calcolo e Reti ad Alte Prestazioni (ICAR)
  • Alessandro Mondini, Istituto di Matematica Applicata e Tecnologie Informatiche (IMATI)
  • Ilaria Trizio, Istituto per le Tecnologie della Costruzione (ITC)

 

Dipartimento di Scienze Biomediche – DSB

  • Gloria Rita Bertoli, Istituto di Bioimmagini e Sistemi Biologici Complessi (IBSBC)

 

Dipartimento di Scienze Bio-Agroalimentari – DISBA

  • Lina Fusaro, Istituto per la BioEconomia (IBE)

 

Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale – DSU

  • Nicola Masini, Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (ISPC)

 

Unità di coordinamento tecnico-scientifico

L’Unità di Coordinamento tecnico-scientifico tiene i rapporti con il Coordinatore e il Vicecoordinatore del GdL Multirischio e i vari referenti dei Macrotemi e gestisce il Networking con Enti di Ricerca, Università, Infrastrutture di Ricerca, Amministrazioni dello Stato e Imprese con cui il GdL è in contatto o in rete. L’Unità gestisce anche la parte di Divulgazione (Eventi, workshop e newsletter) delle attività del GdL Multirischio (attraverso le Reti e i Canali Social propri, del CNR e dei Dipartimenti nonché con la struttura tecnico-scientifica del CNR (Promo-TT) atta a promuovere il Trasferimento Tecnologico dei risultati/prodotti ottenuti. L’Unità, data l’importanza e la strategicità dei propri compiti, è composta dalla referente, Veronica Giuliano (CNR-DSSTTA), e da Federica Polpetta (CNR-IGAG) e Debora Voltolina (CNR-IGAG).

  • Veronica Giuliano, Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente (DSSTTA)
  • Federica Polpetta, Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria (IGAG – DSSTTA)
  • Debora Voltolina, Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria (IGAG – DSSTTA)
Afferenti al Gruppo di Lavoro Multirischio

In questa sezione vengono elencati i ricercatori/trici e tecnologi/he che hanno dimostrato interesse verso le tematiche che verranno trattate e dato la loro disponibilità a collaborare alle attività del GdL.

Afferenti al GdL Multirischio

 

NOME

COGNOME

MAIL

Istituto

Note

Giancarlo

Ciotoli

giancarlo.ciotoli@cnr.it

IGAG

 

Margherita

Giuffré

margherita.giuffre@cnr.it

IGAG

 

Paolo

Tommasi

paolo.tommasi@cnr.it

IGAG

 

Alessandro

Bosman

alessandro.bosman@cnr.it

IGAG

 

Federico

Mori

federico.mori@cnr.it

IGAG

 

Gabriele

Fiorentino

gabriele.fiorentino@cnr.it

IGAG

 

Luca

Smeraglia

luca.smeraglia@cnr.it

IGAG

 

Grazia

Caielli

grazia.caielli@igag.cnr.it

IGAG

 

Chiara

Varone

chiara.varone@cnr.it

IGAG

 

Livio

Ruggiero

livio.ruggiero@cnr.it

IGAG

 

Maria Sole

Benigni

mariasole.benigni@cnr.it

IGAG

 

Monia

Coltella

monia.coltella@cnr.it

IGAG

 

Marco

Zazzeri

marco.zazzeri@cnr.it

IGAG

 

Luca

Schilirò

luca.schiliro@cnr.it

IGAG

 

Edoardo

Peronace

edoardo.peronace@cnr.it

IGAG

 

 

 

 

 

 

Michael

Marani

michael.marani@cnr.it

ISMAR

 

Giuseppe

Stanghellini

giuseppe.stanghellini@cnr.it

ISMAR

 

Silvia

Giuliani

silvia.giuliani@cnr.it

ISMAR

 

Luca

Gasperini

luca.gasperini@cnr.it

ISMAR

 

Gemma

Aiello

gemma.aiello@cnr.it

ISMAR

 

Mauro

Caccavale

mauro.caccavale@cnr.it

ISMAR

 

Federica

Rizzetto

federica.rizzetto@cnr.it

ISMAR

 

Giuseppe

Suaria

giuseppe.suaria@cnr.it

ISMAR

 

Costanza

Bartuca

costanza.bartuca@cnr.it

ISMAR

 

Chunxue

Yang

chunxue.yang@cnr.it

ISMAR

 

Carlo

Brandini

carlo.brandini@cnr.it

ISMAR

 

Yago

Nestola

yago.nestola@cnr.it

ISMAR

 

Ines

Alberico

ines.alberico@cnr.it

ISMAR

 

Francesca

Alvisi

francesca.alvisi@cnr.it

ISMAR

 

Micol

Ghezzo

micol.ghezzo@cnr.it

ISMAR

 

Giacomo

Dalla Valle

giacoma.dallavalle@cnr.it

ISMAR

 

Michele

Bendoni

michele.bendoni@cnr.it

ISMAR

 

Maria Filomena

Loreto

mariafilomena.loreto@cnr.it

ISMAR

 

Stefania

Romano

stefania.romano@cnr.it

ISMAR

 

Fabio

Matano

fabio.matano@cnr.it

ISMAR

 

 

 

 

 

 

Tony Alfredo

Stabile

tonyalfredo.stabile@cnr.it;

IMAA

 

Teodosio

Lacava

teodosio.lacava@cnr.it

IMAA

 

Antonio

Lanorte

antonio.lanorte@cnr.it

IMAA

 

Gabriele

Nolè

gabriele.nole@cnr.it

IMAA

 

Giulia

Pavese

giulia.pavese@cnr.it

IMAA

 

Mariarosaria

Calvello

mariarosaria.calvello@cnr.it

IMAA

 

Nicola

Pergola

nicola.pergola@cnr.it

IMAA

 

Francesco

Marchese

francesco.marchese@cnr.it

IMAA

 

Claudia

Belviso

claudia.belviso@cnr.it

IMAA

 

Antonio

Lettino

antonio.lettino@cnr.it

IMAA

 

Caterina

Samela

caterina.samela@cnr.it

IMAA

 

Rosa

Lasaponara

rosa.lasaponara@cnr.it

IMAA

 

Rosa

Caggiano

rosa.caggiano@cnr.it

IMAA

 

Vito

Summa

vito.summa@cnr.it

IMAA

 

 

 

 

 

 

Sonia

La Felice

sonia.lafelice@cnr.it

IGG

 

Giuseppe

Cosentino

giuseppe.cosentino@cnr.it

IGG

 

Luigi

Piccardi

luigi.piccardi@cnr.it

IGG

 

Jacopo

Cabassi

jacopo.cabassi@cnr.it

IGG

 

Simona

Gennaro

simona.gennaro@cnr.it

IGG

 

Francesca

Caparrini

francesca.caparrini@cnr.it

IGG

 

Lisa

Pierotti

lisa.pierotti@cnr.it

IGG

 

Laura

Criscuolo

laura.criscuolo@cnr.it

IGG

 

Gianna

Vivaldo

gianna.vivaldo@cnr.it

IGG

 

 

 

 

 

 

Claudio

Di Iaconi

claudio.diiaconi@cnr.it

IRSA

 

 

 

 

 

 

Franco Domenico

Cicirelli

francodomenico.cicirelli@cnr.it

ICAR

 

Francesco Paolo

Folino

francescopaolo.folino@cnr.it

ICAR

 

Davide

Macrì

davide.macri@cnr.it

ICAR

 

Andrea

Giordano

andrea.giordano@cnr.it

ICAR

 

Riccardo

Ortale

riccardo.ortale@cnr.it

ICAR

 

Giovanni

Costa

giovanni.costa@cnr.it

ICAR

 

Antonio Francesco

Gentile

antoniofrancesco.gentile@cnr.it

ICAR

 

Antonio

Guerrieri

antonio.guerrieri@cnr.it

ICAR

 

Andrea

Vinci

andrea.vinci@cnr.it

ICAR

 

 

 

 

 

 

Antonio

Mannella

mannella@itc.cnr.it

ITC

 

Paolino

Cassese

cassese@itc.cnr.it

ITC

 

Maddalena

Cimmino

cimmino@itc.cnr.it

ITC

 

Carlo

Rainieri

rainieri@itc.cnr.it

ITC

 

Ilenia

Rosati

rosati@itc.cnr.it

ITC

 

Antonio

Bonati

bonati@itc.cnr.it

ITC

 

Orsola

Coppola

orsola.coppola@itc.cnr.it

ITC

 

Giuseppina 

De Luca

deluca@itc.cnr.it

ITC

 

Gabriele

Pisano

pisano@itc.cnr.it

ITC

 

 

 

 

 

 

Paolo

Ceci

paolo.ceci@cnr.it

IIA

 

Alessandro

Mei

alessandro.mei@cnr.it

IIA

 

Adriana

Pietrodangelo

adriana.pietrodangelo@cnr.it

IIA

 

Emiliano

Zampetti

emiliano.zampetti@cnr.it

IIA

 

Maria

Adamo

maria.adamo@cnr.it

IIA

 

Fabio Michele

Rana

fabiomichele.rana@cnr.it

IIA

 

Delia Evelina

Bruno

deliaevelina.bruno@cnr.it

IIA

 

Giuliana

Quattrone

giuliana.quattrone@cnr.it

IIA

 

Cristina

Tarantino

cristina.tarantino@cnr.it

IIA

 

Francesca

Marcovecchio

francesca.marcovecchio@cnr.it

IIA

 

 

 

 

 

 

Danilo Francesco Stefano

Godone

danilofrancescostefano.godone@cnr.it

IRPI

 

Nunzia

Monte

nunziamonte@cnr.it

IRPI

 

Maurizio

Polemio

maurizio.polemio@cnr.it

IRPI

 

Stefano Luigi

Gariano

stefanoluigi.gariano@cnr.it

IRPI

 

Olga

Petrucci

olga.petrucci@cnr.it

IRPI

 

Massimiliano

Alvioli

massimiliano.alvioli@cnr.it

IRPI

 

Francesca

Santaloia

francesca.santaloia@cnr.it

IRPI

 

Tommaso

Caloiero

tommaso.caloiero@cnr.it

IRPI

 

Massimo

Melillo

massimo.melillo@cnr.it

IRPI

 

Roberto

Coscarelli

roberto.coscarelli@cnr.it

IRPI

 

Federica

Fiorucci

federica.fiorucci@cnr.it

IRPI

 

Giulio

Iovine

giulio.iovine@cnr.it

IRPI

 

Giuseppe

Esposito

giuseppe.esposito@cnr.it

IRPI

 

Francesco

Bucci

francesco.bucci@cnr.it

IRPI

 

Silvia

Barbetta

silvia.barbetta@cnr.it

IRPI

 

Pier Paolo

Limoni

pierpaolo.limoni@cnr.it

IRPI

 

 

 

 

 

 

William

Spataro

spataro@unical.it

UNICAL

 

Franco

Tassi

franco.tassi@unifi.it

UNIFI

 

Martina Rosa

Galione

martinarosa.galione@unifi.it

UNIFI

 

Associata IGG

Bibliografia

Questa sezione raccoglie sia i contributi di autori componenti e afferenti al GdL sia esterni su tematiche Multirischio. A tale scopo, il GdL ha predisposto la bibliografia di gruppo Zotero “Multirischio” per: (i) promuovere la sensibilizzazione sul tema del multirischio attraverso la diffusione di contributi della letteratura tecnico-scientifica e di documenti istituzionali selezionati dal GdL; e (ii) condividere in modo trasparente e accessibile i risultati scientifici del GdL.

Bibliografia di gruppo: https://www.zotero.org/groups/6343440/settings/library

Eventi, workshop e newsletter

In questa sezione vengono riportate le informazioni relative alle attività di formazione, divulgazione e trasferimento tecnologico intraprese dai componenti del GdL Multirischio, da condividere con la rete DSSTTA (newsletter) ed esternamente ad essa. Questa sezione è aggiornata periodicamente dall’Unità di coordinamento operativo.

MACROTEMI

Le attività del GdL Multirischio sono state organizzate attraverso la definizione di 5 macrotemi, ciascuno affidato a uno o più referenti dedicati, per una descrizione sistematica e un’analisi integrata delle diverse fasi del ciclo del rischio. Ogni referente terrà i rapporti con il Coordinatore e il Vicecoordinatore attraverso l’Unità di coordinamento tecnico-scientifico del GdL Multirischio.

MACROTEMA: “Dalla multipericolosità al multirischio”
Referenti: I. Marchesini (CNR-IRPI); F. Costabile (CNR-ISAC)

In questo macrotema si affronta il superamento degli approcci tradizionali basati sul singolo rischio o sulla semplice co-occorrenza di pericolosità, proponendo una visione integrata dei processi di rischio e degli impatti che tenga conto delle interazioni e delle relazioni tra eventi, esposizioni e vulnerabilità. In numerosi contesti territoriali e socioeconomici, il rischio non è più riconducibile a un singolo evento o a una singola tipologia di pericolosità, ma emerge dall’evoluzione congiunta di fenomeni e relazioni fra fenomeni che si manifestano in sequenza o in modo concatenato, producendo impatti diretti e indiretti nel tempo e nello spazio sull’intero pianeta. La Terra ha raggiunto ormai un punto in cui la stabilità e resilienza dei suoi sistemi è prossima a punti di non ritorno e tutte le creature viventi sono oggi a rischio (Richardson et al., 2023).

In questa prospettiva, la multipericolosità rappresenta una condizione necessaria (ma non sufficiente) per la definizione del multirischio. L’attenzione si sposta dal singolo driver ambientale (e.g., inquinamento globale, cambiamenti climatici, eventi estremi, perdita di biodiversità) allo studio delle relazioni complesse fra molteplici drivers ambientali ed alla analisi integrata dei relativi impatti sulla salute del pianeta in chiave sistemica (One Health, Winkler et al., 2025 o Planetary health, Whitmee et al., 2015). La letteratura più recente ha chiarito come il passaggio concettuale dal multi-hazard al multi-risk avvenga quando le interazioni tra pericolosità, esposizione e vulnerabilità generano effetti a cascata e retroazioni che modificano progressivamente lo stato del sistema. Il multirischio è quindi inteso come una proprietà emergente di sistemi complessi quali il pianeta Terra (intendendo la componente “vivente” parte di tale sistema), caratterizzati da dipendenze funzionali, infrastrutturali, ambientali, sociali ed economiche, piuttosto che come la semplice somma di rischi valutati in modo indipendente. In questo senso, contributi di sintesi come quello di Hochrainer-Stigler et al. (2023) hanno fornito un quadro concettuale di riferimento in cui il rischio è analizzato lungo un continuum che va dal rischio singolo al rischio sistemico, in funzione della struttura del sistema e dell’intensità delle interconnessioni tra i suoi elementi.

Un elemento centrale di questo approccio è il ruolo dei driver socioeconomici, politici e istituzionali nel modificare nel tempo la configurazione dei sistemi e le relazioni di dipendenza tra i loro componenti, influenzando i livelli di esposizione e vulnerabilità e le modalità di propagazione degli impatti. In questo quadro, le catene di impatto e le dinamiche di cascata non sono interpretate come eccezioni, ma come esiti plausibili dell’interazione tra multipericolosità e sistemi complessi in continua trasformazione. Gli approcci olistici One Health o Planetary health offrono una chiave interpretativa sistemica per la lettura del multirischio, riconoscendo le interconnessioni tra salute umana, salute del pianeta, salute dei sistemi ecologici e contesti socioeconomici. Le pericolosità ambientali e le pressioni antropiche, interagendo con i drivers ambientali, contribuiscono a configurare esposizioni complesse e vulnerabilità dinamiche, i cui effetti si manifestano attraverso catene di impatto che coinvolgono popolazioni, sistemi climatici, cambiamenti globali, ecosistemi e sistemi produttivi: più in generale, l’intero pianeta vivente.

In questa prospettiva, il passaggio dalla multipericolosità al multirischio richiede di considerare esplicitamente la dimensione temporale del rischio, dal breve termine al lungo termine, e il ruolo delle decisioni nel modificarne l’evoluzione. Recenti contributi metodologici, tra cui quelli proposti da Schlumberger et al. (2022), hanno evidenziato come strategie di gestione del rischio efficaci nel breve termine per una specifica pericolosità o settore possano generare nel tempo effetti indiretti, trade-off o vincoli che influenzano la distribuzione futura di esposizione e vulnerabilità. Questi approcci consentono di interpretare il rischio come un processo dinamico e intersettoriale, in cui le scelte di pianificazione e gestione interagiscono con le dipendenze tra sistemi e contribuiscono alla formazione di traiettorie di multirischio.

Questo impianto concettuale è coerente con l’evoluzione della ricerca europea sul multirischio e sugli impatti sistemici, sviluppata nell’ambito di diversi progetti che hanno contribuito a superare una visione puramente hazard-centric del rischio. Progetti come MYRIAD hanno posto l’accento sulle interdipendenze tra settori e sugli effetti a cascata, mentre altre iniziative europee, come RED ROSES e I-CHANGE, hanno affrontato il tema dell’integrazione tra pericolosità, vulnerabilità, dimensioni socioeconomiche e processi decisionali in contesti di cambiamento globale. Infine, progetti come il Centro Nazionale Biodiversità, finanziato dal PNRR M4C2-NextGenEu, ha valutato l’impatto della perdita di biodiversità sull’ambiente e sulla salute dell’individuo, studiando l’impatto di alcuni aspetti dell’esposoma (inquinamento urbano, stress percepito dal cittadino, dieta, ecc.) sulla salute dell’individuo e fornendo le basi per studi multidisciplinari più approfonditi sulle patologie non ereditarie (patologie oncologiche, neurodegenerative, metaboliche).

Il macrotema si fonda su un insieme articolato di competenze scientifiche che coprono diverse tipologie di pericolosità, drivers e stressors ambientali, esposizioni e vulnerabilità, nonché approcci metodologici olistici e modellistici. L’integrazione di competenze geofisiche, geologiche, ambientali, climatiche, biologiche, ecologiche, socioeconomiche e territoriali consente di analizzare il rischio come risultato di interazioni tra processi diversi, favorendo una lettura complessiva dei sistemi e delle loro dinamiche evolutive.

Il macrotema “Dalla multipericolosità al multirischio” fornisce, quindi, il quadro concettuale di riferimento per integrare l’analisi delle pericolosità e delle vulnerabilità, di un nuovo approccio per la valutazione delle esposizioni e degli impatti su un pianeta “vivente”, la stima del rischio e del multirischio, con particolare attenzione alla dimensione sistemica del rischio, al ruolo delle relazioni e delle dipendenze e alla dinamica dei sistemi nel tempo, a supporto di processi decisionali e di governance più consapevoli ed efficaci, in un contesto di cambiamenti globali in atto, anche di natura geopolitica.

Responsabili per tematica

Analisi della Multipericolosità: verranno analizzati differenti eventi naturali, ambientali, antropici e tecnologici in chiave one-health. Di seguito i responsabili per ciascuna tipologia di evento:

  • Geo-Idrologico: responsabile: MAURO ROSSI (CNR-IRPI); gruppo di lavoro: ANGELA PERRONE (CNR-IMAA).
  • Sismico: responsabile: MARIA ROSARIA GALLIPOLI (CNR-IMAA); gruppo di lavoro: FRANCESCO STIGLIANO (CNR-IGAG).
  • Vulcanico: responsabile: SALVATORE PASSARO (CNR-ISMAR); gruppo di lavoro: ALINA POLONIA (CNR-ISMAR).
  • Incendio boschivo e di interfaccia: responsabile: DEBORA VOLTOLINA (CNR-IGAG); gruppo di lavoro: MAURO ROSSI (CNR-IRPI); GIUSEPPE ESPOSITO (CNR-IRPI).
  • Eventi meteo estremi (cicloni mediterranei, siccità, onde di calore, ecc..): responsabile: FRANCESCA COSTABILE (CNR-ISAC); gruppo di lavoro: VALERIO LEMBO (CNR-ISAC – Coordinatore Clima e Cambiamento Climatico | CNR DSSTTA), ALESSANDRA BONAZZA (CNR-ISAC).
  • Eventi geologici in ambiente marino-costiero e sommerso (attività tettonica, terremoti, tsunami, espulsione di fluidi, frane, instabilità gravitativa, erosione, subsidenza, cuneo salino): responsabile: ALINA POLONIA (CNR-ISMAR); gruppo di lavoro: SALVATORE PASSARO (CNR-ISMAR).
  • Inquinamento ambientale (contaminanti naturali e antropici in aria, acqua, biota, sedimenti): responsabile: ETTORE GUERRIERO (IIA); gruppo di lavoro: FRANCESCA GARAVENTA (CNR-IAS); FRANCESCA COSTABILE (CNR-ISAC); ANGELANTONIO CALABRESE CNR-IRSA); GLORIA RITA BERTOLI (CNR-IBSBC); LINA FUSARO (CNR-IBE).
  • Perdita di biodiversità: responsabile: MARCO CIOLFI (CNR-IRET); gruppo di lavoro: FRANCESCA GARAVENTA (CNR-IAS); GLORIA RITA BERTOLI (CNR-IBSBC); DIEGO FONTANETO (CNR-IRSA – Coordinatore Biodiversita).

 

Esposizione/Impatto. Verranno valutate le esposizioni complesse legate agli impatti a cascata (cascade impacts) sia sull’uomo, sia sul capitale naturale e patrimonio costruito, sia sul pianeta, in chiave one-health (intesa come salute dell’uomo, della vegetazione, degli animali e del pianeta nel suo complesso; Whitmee et al., 2015; Winkler et al., 2025) con un focus particolare sullo studio  dell’esposoma esterno (inteso come esposizione integrata a tutti gli stressors ambientali durante tutto il corso della vita; Winkler et al., 2023).

Responsabile: FRANCESCA COSTABILE (CNR-ISAC)

Gruppo di lavoro: ETTORE GUERRIERO (CNR-IIA); (IVAN MARCHESINI (CNR-IRPI); FRANCESCA GARAVENTA (CNR-IAS); ALESSANDRA BONAZZA (CNR-ISAC); NICOLA MASINI (CNR-ISPC); GLORIA RITA BERTOLI (CNR-IBSBC); LINA FUSARO (CNR-IBE).

 

Vulnerabilità.  Verranno analizzate le molteplici componenti della vulnerabilità (fisica, economica, sociale, culturale, ecologico-ambientale, politico-istituzionale, ecc. ecc.) in relazione all’esposizione di differenti elementi vulnerabili (tra cui anche le risorse naturali e culturali) in relazione ai possibili impatti legati a differenti tipologie di evento, in ottica multipericolosità, in diverse aree (urbane, costiere, mediterranee), in un contesto di cambiamenti globali in atto, anche di natura geopolitica. Le attività di ricerca verranno svolte allo scopo di mettere a punto una metodica di valutazione della vulnerabilità hazard-oriented per diversi settori ed infrastrutture critiche. La metodica sarà basata su un approccio di coinvolgimento dei portatori di intesse (quadruple‑helix) con consultazione iterativa per la definizione di criteri/sub-criteri di tre requisiti fondamentali determinanti la stima della vulnerabilità: esposizione, suscettibilità e resilienza (Cacciotti et al., 2024).

In tale contesto, un ruolo centrale sarà svolto dall’Osservazione della Terra, attraverso l’integrazione di dati multi-sorgente e multi-scala provenienti da piattaforme satellitari e da sistemi aerei a pilotaggio remoto, finalizzati al monitoraggio, alla mappatura e alla valutazione dinamica della vulnerabilità e delle sue variazioni nel tempo.

La scelta di casi d’uso ed aree test sarà fondamentale per la finalizzazione della metodica e la valutazione di eventuali punti di forza e di debolezza, il cui superamento è necessario per garantire la più ampia trasferibilità ed applicabilità.

Responsabile: ALESSANDRA BONAZZA (CNR-ISAC);

 

Valutazione del Rischio/Multirischio. Le attività si concentreranno sull’analisi critica degli approcci per la stima e la valutazione del rischio/multirischio, inteso come perdita attesa associata a differenti tipologie di eventi, per diversi elementi esposti e vulnerabili. Saranno esaminati sia scenari caratterizzati da singole pericolosità sia contesti multi-pericolosità, ponendo particolare attenzione alle interazioni, alle concatenazioni di eventi e ai meccanismi di retroazione che influenzano l’esposizione, l’impatto e la vulnerabilità (Gill et al., 2022). Verranno identificati e applicati approcci di valutazione del rischio/multirischio capaci di rappresentare le interazioni tra i diversi fattori di rischio e le loro possibili evoluzioni nel tempo. In questo quadro, saranno considerati metodi per la valutazione dinamica del rischio, sia deterministici sia probabilistici, in grado di fornire stime quantitative anche del rischio residuo. Queste valutazioni, funzionali alla comprensione delle dinamiche evolutive del rischio, consentiranno di sviluppare approcci avanzati e lungimiranti alla valutazione della multi-pericolosità e del multirischio, capaci di integrare l’evoluzione nello spazio e nel tempo dei processi, dell’esposizione, degli impatti e delle vulnerabilità in contesti territoriali e socio-economici in continuo cambiamento e caratterizzati da differenti traiettorie di sviluppo.

Responsabile: MAURO ROSSI (CNR-IRPI);

Gruppo di lavoro: tutti i responsabili delle tematiche sopra elencate.

MACROTEMA: “Strategie, tecnologie e sistemi di Monitoraggio del Rischio e EFS/EWS (Early Forecasting Systems/Early Warning Systems)”
Referenti: A. Perrone (CNR-IMAA); Maria Rosaria Gallipoli (CNR-IMAA)

Il macrotema è finalizzato all’analisi critica delle opportunità e delle limitazioni associate alle diverse strategie, tecnologie e sistemi dedicati al monitoraggio, alla previsione e all’allerta precoce del rischio, con particolare riferimento a un approccio integrato di rischio e multirischio. Per quanto riguarda il monitoraggio, saranno esaminate strategie, sistemi e infrastrutture per l’acquisizione di dati provenienti da sensori e reti di misura in situ, da piattaforme satellitari e aerotrasportate (UAV, aerei e satelliti), da sistemi installati su veicoli robotizzati (ROV), nonché da “sensori umani”, quali il Volunteered Geographic Information (VGI) tramite web app. Saranno inoltre considerate sorgenti informative eterogenee, incluse l’analisi dei social media e delle reti digitali, nonché il text mining di flussi informativi provenienti da fonti aperte e da dataset istituzionali federati. Il macrotema includerà lo sviluppo e l’applicazione di metodologie e procedure per l’analisi di flussi informativi non strutturati, processati anche mediante tecniche di intelligenza artificiale, finalizzate all’estrazione di indicatori di impatto e alla caratterizzazione dei comportamenti antropici non rilevabili attraverso la sensoristica tradizionale, contribuendo così a una più approfondita comprensione delle dinamiche di esposizione. I dati e le informazioni acquisiti in tempo reale o quasi-reale costituiranno la base per l’aggiornamento dinamico degli scenari di rischio e multirischio, a supporto di strategie più efficaci di gestione delle emergenze e di mitigazione degli impatti da parte dei decisori. Per quanto concerne la previsione e l’allerta precoce del rischio (early forecasting ed early warning), saranno analizzate procedure e sistemi basati sia su dati osservativi provenienti da reti di monitoraggio, sia su dati e prodotti modellistici e/o previsionali. Saranno considerati e confrontati differenti approcci previsionali (ad esempio modelli fisicamente basati, concettuali, data-driven), specifici per le diverse tipologie di pericolo e di rischio e, ove possibile, valutandone l’integrazione in un’ottica di multipericolosità e multirischio. Particolare attenzione sarà dedicata alle sfide connesse alla traduzione delle previsioni in livelli di allerta operativi, considerando differenti scale spaziali e temporali, contesti territoriali eterogenei e le esigenze degli utilizzatori finali, degli stakeholders e delle istituzioni coinvolte nei processi decisionali.

Gruppo di lavoro: MAURO ROSSI (CNR-IRPI); IVAN MARCHESINI (CNR-IRPI); FRANCESCO RAFFA (CNR-IGG); AGOSTINO FORESTIERO (CNR-ICAR); DEBORA VOLTOLINA (CNR-IGAG); ALESSANDRO MONDINI (CNR-IMATI).

MACROTEMA: “Strumenti di gestione delle emergenze e la mitigazione degli impatti”
Referente: F. Stigliano (CNR-IGAG)

Il macrotema è orientato allo sviluppo di strategie, procedure e strumenti operativi a supporto delle fasi di preparazione, gestione e risposta a eventi emergenziali, nonché delle attività di mitigazione dei rischi in contesti caratterizzati da condizioni di multi-pericolosità. L’obiettivo generale è rafforzare la capacità di gestione integrata del rischio e del multirischio, con particolare riferimento ai sistemi territoriali complessi.

Un primo ambito di attività riguarda lo sviluppo di strumenti decisionali e operativi per la gestione delle emergenze in un’ottica multirischio. In tale contesto, saranno progettati, implementati e testati Sistemi di Supporto alle Decisioni (Decision Support Systems – DSS) in grado di integrare dati multi-sorgente e multi-scala, osservazioni in tempo reale e scenari di impatto, all’interno di flussi operativi coerenti con il quadro normativo vigente a livello nazionale ed europeo. I DSS sono finalizzati a supportare i processi decisionali delle Istituzioni competenti e a favorire una gestione coordinata e integrata delle azioni da intraprendere nelle diverse fasi dell’emergenza, attraverso la formalizzazione di protocolli operativi, procedure e linee guida. In particolare, il DSS consentirà di: (i) definire procedure di intervento standardizzate, fornendo indicazioni sulle azioni da intraprendere, sulle modalità di esecuzione, sui soggetti responsabili, sulla documentazione da produrre e sulle risorse disponibili per fronteggiare la situazione emergenziale; (ii) migliorare il coordinamento tra i diversi attori coinvolti nella gestione dell’emergenza, inclusi i membri del Gruppo di Lavoro; (iii) applicare procedure condivise per l’acquisizione, l’elaborazione e l’utilizzo di dati in tempo reale, in sinergia con il macrotema “Strategie, tecnologie e sistemi di monitoraggio del rischio ed EFS/EWS”, anche mediante l’impiego di tecnologie avanzate di monitoraggio, quali laboratori mobili per la gestione e l’analisi dei dati in tempo reale; (iv) supportare la definizione degli elementi di pianificazione territoriale finalizzati alla preparazione e alla gestione delle emergenze.

Un secondo ambito di attività del macrotema è dedicato allo sviluppo e all’integrazione di metodologie per la mitigazione dei rischi in contesti di multi-pericolosità, tipici dei sistemi territoriali complessi. Le attività si concentreranno prevalentemente sulla progettazione e implementazione di misure non strutturali, quali strumenti di pianificazione territoriale e strategie di adattamento basate su scenari di multirischio, con l’obiettivo di incrementare la resilienza dei territori esposti a eventi naturali, antropici o tecnologici. Tali attività mirano inoltre a fornire solide basi scientifiche e operative per una gestione integrata e sostenibile del territorio nelle fasi emergenziali e post-evento, favorendo processi di ricostruzione consapevoli e contribuendo alla riduzione della vulnerabilità futura.

Il macrotema prevede inoltre la costituzione di un’Unità di Rapid Assesment, finalizzata a fornire supporto tecnico-scientifico agli Enti istituzionalmente preposti alla gestione delle emergenze (quali il Dipartimento della Protezione Civile, il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, la Croce Rossa Italiana, ecc.). L’Unità valorizzerà le competenze, le strumentazioni e le metodologie già disponibili presso gli Istituti del CNR, garantendo un supporto diretto ai processi decisionali degli Enti coinvolti attraverso attività di assistenza tecnico-scientifica durante gli eventi emergenziali e per la valutazione rapida degli impatti generati.

 

Gruppo di lavoro: SIMONE STERLACCHINI (CNR-IGAG); DEBORA VOLTOLINA (CNR-IGAG); FEDERICA POLPETTA (CNR-IGAG); MARIA ROSARIA GALLIPOLI (CNR-IMAA); MAURO ROSSI (CNR-IRPI); ANGELANTONIO CALABRESE (CNR-IRSA); FRANCESCO RAFFA (CNR-IGG); ALESSANDRA BONAZZA (CNR-ISAC); ETTORE GUERRIERO (CNR-IIA); ANGELA PERRONE (CNR-IMAA).

MACROTEMA: “Framework digitale per il Multirischio”
Referente: A. Forestiero (CNR-ICAR); M. Rossi (CNR-IRPI)

Il Macrotema è finalizzato a supportare la definizione e lo sviluppo di un’architettura computazionale abilitante per la modellazione unificata di scenari di multipericolosità e multirischio, adattabile a differenti processi fisici e livelli di complessità territoriale. Configurandosi come un’infrastruttura trasversale, il Macrotema persegue l’obiettivo di favorire l’integrazione e l’interoperabilità tra dati, modelli e strumenti, a supporto dell’analisi e della gestione del rischio in contesti complessi. In particolare, il Macrotema si propone di: (i) analizzare e co-sviluppare framework integrati per l’analisi sistemica del rischio, basati su approcci multi-sorgente e multi-scalari; (ii) identificare, confrontare e classificare le diverse tipologie di modelli, metodologie e approcci modellistici impiegati nella valutazione della multipericolosità e del multirischio; (iii) progettare e implementare rappresentazioni digitali di nuova generazione, quali modelli integrati e digital twin territoriali, orientate alla simulazione, alla previsione e al supporto decisionale in un’ottica di multipericolosità e multirischio.

Quadri teorici e concettuali esistenti finalizzati alla messa a sistema, integrazione e modellazione congiunta di differenti tipologie di pericolosità, tenendo conto delle loro interazioni, delle possibili concatenazioni di eventi e degli effetti cumulativi sul territorio, sugli elementi esposti e sulla vulnerabilità dei sistemi socio-ambientali:

  • UNDRR – Sendai Framework for Disaster Risk Reduction: quadro di riferimento internazionale che promuove un approccio sistemico alla riduzione del rischio di disastri, riconoscendo esplicitamente la natura interconnessa dei rischi e l’importanza delle interazioni, delle concatenazioni e degli effetti cumulativi tra differenti tipologie di pericolosità.
  • Multi-Hazard Risk Assessment Framework (JRC, EU): framework metodologico orientato alla valutazione integrata del rischio, basato sull’integrazione di pericolosità, esposizione e vulnerabilità, con particolare attenzione alle interazioni tra rischi, inclusi effetti domino e cascata, rilevanti in contesti territoriali complessi.
  • Global Risk Model (UNDRR / Global Assessment Report – GAR): modello globale di valutazione del rischio che impiega approcci probabilistici integrati multi-pericolo per la stima delle perdite attese, supportando analisi comparative e scenari di rischio a scala regionale e globale.

Classi, metodologie e approcci modellistici: tipologie di modellazione finalizzate all’integrazione e alla rappresentazione congiunta di differenti pericolosità, delle loro interazioni e dei potenziali impatti sui sistemi territoriali, ambientali e socio-economici.

  • Bayesian Networks: approcci probabilistici grafici utilizzati per modellare le dipendenze causali e le probabilità condizionate tra differenti tipologie di pericolosità, fattori di vulnerabilità ed esiti di rischio, risultando particolarmente adatti alla gestione dell’incertezza e all’analisi di scenari multirischio.
  • Agent-Based Models (ABM): modelli computazionali basati su agenti autonomi, impiegati per simulare in modo dinamico le interazioni tra individui, infrastrutture e ambiente, consentendo l’analisi di effetti a catena, comportamenti emergenti e risposte adattive dei sistemi esposti.
  • System Dynamics Models: modelli basati su equazioni differenziali e relazioni di feedback, utilizzati per rappresentare l’evoluzione temporale del rischio in sistemi complessi, includendo interazioni non lineari, accumuli e ritardi che caratterizzano gli scenari di multipericolosità e multirischio.
    • Trustworthy AI: approcci di intelligenza artificiale affidabile a supporto dell’analisi della multipericolosità e del multirischio, basati su modelli ibridi data-driven e physics-informed, progettati per garantire elevati livelli di accuratezza, robustezza, interpretabilità e affidabilità. Tali approcci contribuiscono a rafforzare la comprensione delle interazioni tra rischi, a gestire in modo esplicito l’incertezza e a migliorare la trasparenza dei processi decisionali. L’adozione di paradigmi distribuiti, quali il federated learning, consente inoltre di realizzare analisi scalabili e interoperabili, valorizzando l’utilizzo di dati eterogenei e sensibili nel rispetto dei vincoli di sicurezza, privacy e governance dei dati.
    • Deep Image Analysis e sistemi RAG multimodali (Retrieval-Augmented Generation): approcci avanzati per l’interpretazione automatica dei dati visuali telerilevati, integrati con sistemi RAG multimodali per l’interrogazione semantica avanzata e il recupero contestuale di informazioni da basi di conoscenza eterogenee, comprendenti contenuti testuali e immagini. Tali metodologie consentono di combinare osservazioni, conoscenza pregressa e informazione contestuale, supportando la definizione e l’aggiornamento di modelli digitali predittivi di nuova generazione, fondamentali per una governance del rischio basata su approcci data-driven.
    • Earth System Modeling (ESM): approcci modellistici integrati finalizzati alla simulazione dei principali componenti e processi del sistema terrestre e delle loro interazioni. Tradizionalmente impiegati nella modellazione climatica di nuova generazione, gli ESM includono rappresentazioni esplicite dei processi fisici, chimici e biologici e costituiscono una base avanzata per l’analisi degli effetti sistemici e delle retroazioni rilevanti negli scenari di multipericolosità e multirischio.
    • Land Information System (LIS): framework software ad alte prestazioni progettato per supportare la modellazione delle superfici terrestri, facilitando l’integrazione di dati e modelli eterogenei per applicazioni idrologiche, climatiche e ambientali. Pur inserendosi all’interno dell’ecosistema più ampio dell’Earth System Modeling (ESM), i LIS sono specializzati nella rappresentazione e simulazione dei processi legati al suolo, consentendo analisi dettagliate di interazioni tra terreno, idrologia e atmosfera, e costituendo uno strumento fondamentale per studi multi-pericolo e multirischio a scala territoriale.

 

 

 Rappresentazioni digitali multipericolosità e multirischio

  • Digital Twin: rappresentazione virtuale e dinamica di un’entità fisica (che può essere un prodotto, un’infrastruttura, un edificio o un sistema biologico) in grado di interagire in tempo reale con la sua controparte reale mediante scambio continuo di dati. I Digital Twin consentono il monitoraggio permanente tramite sensori, IoT e altre piattaforme di acquisizione dati, e permettono la simulazione di scenari, la previsione di comportamenti futuri e la valutazione degli impatti, costituendo uno strumento avanzato per la gestione, il supporto decisionale e la modellazione predittiva in contesti di multipericolosità e multirischio.
  • Digital Earth: iniziativa globale finalizzata alla costruzione di una rappresentazione virtuale collaborativa dell’intero pianeta, integrando vaste quantità di dati geospaziali, scientifici e socio-economici. Digital Earth consente la visualizzazione, l’analisi e la simulazione di fenomeni naturali e attività antropiche su scala globale, favorendo approcci sistemici e multi-scala per lo studio della multipericolosità e del multirischio, nonché per il supporto decisionale basato su evidenze e dati.

 

Gruppo di lavoro: ALESSANDRO MONDINI (CNR-IMATI); IVAN MARCHESINI (CNR-IRPI); DEBORA VOLTOLINA (CNR-IGAG); ILARIA TRIZIO (CNR-ITC).

MACROTEMA: “Comunicazione del Rischio”
Referenti: V. Giuliano (CNR-DSSTTA); F. Polpetta (CNR-IGAG); D. Voltolina (CNR-IGAG)

Il macrotema mira a costruire un framework bidirezionale tra istituzioni e cittadini basato su trasparenza, partecipazione attiva (citizen science/engagement) e strumenti digitali interoperabili (web app, dashboard, sensori partecipativi) a supporto delle azioni di prevenzione, monitoraggio e allerta al fine di incrementare la resilienza comunitaria. Il focus è creare processi di comunicazione che trasmettano informazioni chiare e utilizzabili sulle minacce (pericolosità, esposizione, vulnerabilità) e contemporaneamente ricevano dati, osservazioni e feedback dalla popolazione per arricchire la conoscenza locale e orientare decisioni operative. L’obiettivo chiave è quello di aumentare la consapevolezza, ridurre comportamenti a rischio, accelerare la risposta e integrare dati provenienti dalla cittadinanza nei sistemi di monitoraggio e allerta (Ctizen Sensing). Il macrotema applicherà strategie e approcci innovativi in termini di:

·     Co‑design e co‑produzione: per progettare campagne informative e strumenti digitali insieme a cittadini, amministrazioni, media e stakeholders (quadruple‑helix) per aumentare fiducia e adozione (Magalhães et al., 2022).

·     Citizen science operativa: per integrare osservazioni locali (foto, misure, segnalazioni) in pipeline scientifiche per validazione rapida e arricchimento dei modelli previsionali.

  • Narrative e visualizzazione adattativa: per usare mappe interattive, scenari e micro‑storytelling per tradurre dati complessi in azioni pratiche.
  • Gamification e micro‑tasking: per incentivare la raccolta dati e la formazione tramite meccaniche di gioco e compiti brevi verificabili.
  • Canali multipli e modulabili: per combinare web app, app mobile, social media, SMS/IVR (Short Message Service/Interactive Voice Response) per raggiungere gruppi diversi e mantenere ridondanza informativa (Dalway et al., 2023).

A livello operativo il macrotema intende: i) avviare pilot territoriali co‑progettati (Living Labs); ii) definire protocolli di qualità dati; iii) utilizzare un ecosistema digitale interoperabile, scalabile e bidirezionale per veicolare le informazioni tra istituzioni, cittadini e altri attori del “sistema rischio/multirischio”; iv) formare operatori e cittadini; v) predisporre piani di comunicazione bidirezionale multicanale. Attraverso attività di Citizen Science e Citizen Engagement si mira ad ottenere un:

  • Miglioramento della raccolta dati: i cittadini, una volta formati, possono essere ingaggiati in campagne di acquisizione dati a integrazione delle informazioni ufficiali già esistenti tramite osservazioni e segnalazioni in tempo reale (attraverso l’uso di web apps) a supporto delle fasi di monitoraggio e modellazione degli eventi, definizione della reale intensità degli impatti, attivazione di interventi tempestivi e mirati da parte delle autorità.
  • Aumento della consapevolezza e della preparazione: la formazione attiva rafforza la cultura del rischio e migliora la percezione del rischio e, con essa, la risposta individuale e collettiva agli eventi.
  • Recupero e resilienza post-evento: le comunità coinvolte attivamente nei processi di formazione sviluppano maggiore coesione, resilienza e fiducia nelle istituzioni.

Verranno inoltre esaminate in modo sistematico alcune criticità che possono compromettere l’efficacia della comunicazione del rischio e dei processi partecipativi. In primo luogo, la diffusione di disinformazione e rumor rappresenta un fattore di vulnerabilità informativa che può generare confusione, sfiducia nelle istituzioni e comportamenti non appropriati durante le emergenze; per questo motivo saranno analizzate strategie di moderazione dei contenuti, fact‑checking e verifica delle fonti, nonché protocolli per la gestione coordinata delle informazioni sui diversi canali comunicativi.

Una seconda criticità riguarda i potenziali bias nei dati raccolti tramite contributi dei cittadini, che possono derivare da errori di misura, percezioni soggettive, distribuzione non omogenea dei partecipanti o uso di strumenti non calibrati. Il macrotema approfondirà quindi metodi di calibrazione, validazione e integrazione dei dati citizen‑generated con dataset istituzionali e scientifici, al fine di garantirne l’affidabilità e l’utilizzabilità nei processi decisionali.

Infine, sarà affrontato il tema della esclusione digitale, che può limitare la partecipazione di alcune fasce della popolazione e generare disuguaglianze nell’accesso alle informazioni sul rischio. Verranno quindi valutate soluzioni inclusive, come canali comunicativi alternativi non digitali, strumenti a bassa soglia tecnologica e iniziative di alfabetizzazione digitale, per assicurare che la comunicazione del rischio sia realmente accessibile e bidirezionale per l’intera comunità.

Di seguito una proposta di strumenti digitali per disporre di un framework comunicativo bidirezionale:

Strumento

Scopo principale

Vantaggio

Requisiti

Coinvolgimento cittadino

Web app interattiva

Informazione, mappe, segnalazioni

Accessibile da browser; aggiornamenti in tempo reale

Backend interoperabile; API

Segnalazioni; feedback; tutorial

App mobile + sensori citizen

Raccolta dati in situ

Geolocalizzazione; sensori low‑cost

Privacy; calibrazione

Misure, foto, questionari

Dashboard istituzionale

Decision support per autorità

Sintesi operativa per interventi

Integrazione dati eterogenei

Visualizza contributi cittadini

Piattaforme di co‑design

Co‑progettazione/comunicazione

Coinvolgimento stakeholder

Moderazione; workshop online

Workshop, sondaggi, prioritarizzazione

Social media + bot informativi

Allerta rapida e Q&A

Ampia diffusione; interazione

Verifica fonti; gestione rumor

Q&A, sondaggi rapidi

 

In conclusione, il macrotema punterà su co‑progettazione, interoperabilità tecnica, trasparenza sui dati e meccanismi di feedback visibili (es. “come il tuo dato è stato usato”), così da trasformare la comunicazione del rischio in un processo partecipato, adattivo e operativo che rafforzi la resilienza territoriale e comunitaria.

Gruppo di lavoro: tutti i responsabili dei vari Macrotemi.