Project Abstract

Climate and Cryosphere at PYRAMID Laboratory

Il “Terzo Polo” ospita circa 100.000 km2 di ghiacciai, garantendo l’approvvigionamento idrico a oltre due miliardi di persone. Tuttavia, questa criosfera vitale è gravemente minacciata dal riscaldamento globale. Nonostante la sua rilevanza, i meccanismi del cambiamento climatico in questi ambienti d’alta quota rimangono ancora poco compresi, principalmente a causa della scarsità di dati di monitoraggio a lungo termine.

In particolare, si richiedono nuovi approfondimenti i processi relativi alle interazioni tra ghiacciai e clima, nonché i fenomeni di feedback glaciale sulle tendenze termiche e pluviometriche locali. Il progetto CliC-Pyramid si propone di colmare tali lacune conoscitive. In questo contesto, il Laboratorio-Osservatorio Piramide (Everest), grazie alla sua consolidata tradizione di eccellenza nel monitoraggio ambientale d’alta quota, offre un’opportunità unica per approfondire la comprensione di tali dinamiche e per anticipare con maggiore precisione i futuri mutamenti nella regione del Terzo Polo e negli ecosistemi montani.

Descrizione del Progetto

I ghiacciai himalayani hanno registrato una costante perdita di massa, con un’accelerazione del fenomeno negli ultimi cinque decenni che ha interessato anche l’iconica area del Monte Everest. Sebbene l’aumento delle temperature atmosferiche sia ampiamente riconosciuto come il principale motore dell’ablazione glaciale, il ruolo dei ghiacciai nel modulare il clima locale attraverso meccanismi di feedback rimane ancora poco compreso. Fino ad oggi, la ricerca scientifica ha adottato prevalentemente un approccio unidirezionale, interpretando le variazioni glaciali esclusivamente come una conseguenza del forzante climatico. L’elemento di novità di CliC-PYRAMID consiste nell’invertire questo paradigma di ricerca, indagando specificamente la relazione inversa: in che modo i sistemi glaciali influenzano le tendenze climatiche locali?

Negli ultimi decenni, presso il Laboratorio Piramide (Monte Everest, Nepal), è stata osservata una controtendenza rispetto al riscaldamento globale: un calo paradossale della temperatura dell’aria e delle precipitazioni. Finora non era mai stato ipotizzato che i ghiacciai potessero svolgere un ruolo attivo nella modulazione del clima locale, inducendo nello specifico una diminuzione sia delle temperature estive che delle precipitazioni. Tale meccanismo di retroazione potrebbe influenzare i tassi di fusione glaciale, il degrado del permafrost e gli ecosistemi locali. Tuttavia, l’entità e la natura di questi impatti rimangono ampiamente ignote e, di conseguenza, del tutto trascurate nei modelli glaciologici e climatici.

Questa tipologia di feedback glaciale sulle tendenze climatiche potrebbe potenzialmente verificarsi in altre catene montuose, a seconda dei regimi climatici locali e delle caratteristiche geomorfologiche dei ghiacciai. Il rilancio del Laboratorio Piramide, con la rivitalizzazione del suo programma di monitoraggio multidisciplinare a lungo termine, rappresenta un’opportunità unica non solo per il Terzo Polo, ma per tutte le regioni d’alta quota a livello globale. Il progetto consentirà infatti di approfondire la comprensione della circolazione atmosferica monte-valle, delle interazioni ghiacciaio-clima e delle variazioni nei pattern termici e pluviometrici nel contesto del riscaldamento globale.

Obiettivi

L’attuale attività di ricerca rimane vincolata a quadri concettuali unidirezionali che interpretano i ghiacciai come indicatori climatici passivi. Sebbene i dati climatologici abbiano storicamente supportato gli studi glaciologici, l’influenza reciproca dei sistemi glaciali sul clima regionale è stata sistematicamente trascurata. Il progetto CliC-PYRAMID si pone l’obiettivo scientifico generale di far progredire la comprensione di processi critici quali le interazioni ghiacciaio-clima e i relativi meccanismi di feedback sulle tendenze termiche e pluviometriche locali nelle regioni d’alta quota del Terzo Polo. Nello specifico, il progetto mira ad approfondire le conoscenze nelle seguenti aree:

  • Dimostrare che i ghiacciai possono rappresentare una fonte di precipitazioni diurne, ovvero verificare la convergenza tra masse d’aria discendenti e ascendenti (attraverso l’accoppiamento di simulazioni a breve termine).
  • Comprendere l’interconnessione tra lo scambio d’aria ghiacciaio/alta atmosfera e lo sviluppo dei venti catabatici diurni, ovvero l’”effetto pompa” del ghiacciaio.
  • Comprendere come le possibili variazioni nel controllo sinottico (regime monsonico regionale) e locale (ruolo attivo del ghiacciaio) possano influenzare le tendenze climatiche in queste aree.

Risultati attesi e impatti

I risultati del progetto possono essere inquadrati concettualmente in quattro dimensioni chiave: (i) produzione di dati, (ii) capacity building, (iii) avanzamento delle conoscenze e (iv) sviluppo di proposte di ricerca.

  • Infrastruttura dei dati: Il progetto si impegna a sostenere sia le serie temporali a lungo termine esistenti sia quelle di nuova istituzione. Tutti i dati osservativi saranno sistematicamente archiviati e divulgati seguendo i principi FAIR.
  • Sviluppo del capitale umano: Il capacity building costituisce un risultato fondamentale attraverso: (i) il coinvolgimento istituzionale degli enti locali e (ii) la formazione tecnica sul campo per l’installazione e la manutenzione di sistemi di monitoraggio ambientale.
  • Generazione di conoscenza: La ricerca farà progredire la comprensione di processi criosferici critici, incluse le interazioni ghiacciaio-clima e i feedback che influenzano i pattern locali di temperatura e precipitazione nelle regioni elevate del Terzo Polo.
  • Sviluppo della ricerca: Sarà formulata e attuata una strategia scientifica globale per ampliare le priorità tematiche di CliC-PYRAMID, rafforzando la leadership del CNR negli studi sul cambiamento globale d’alta quota.

Team di progetto

Franco Salerno (Institute of Polar Science, ISP-CNR)

Gruppo di lavoro: Angela Marinoni (ISAC-CNR) and Andrea Lami (IRSA-CNR), Raffaella Balestrini (IRSA-CNR), Nicolas Guyennon (IRSA-CNR) and Jacopo Gabrieli (ISP-CNR)