DTA/30-2020 – UN-Decade of ocean science for sustainable development Mediterranean workshop. ‘The Mediterranean Sea We Need for the Future We Want’ 21-23 January 2020 | Venice (Italy)

A cura di: Anna Capasso(1), Margherita Cappelletto(2), Lorenza Evangelista(3), Angela Pomaro(4), Rosalia Santoleri(4)

  1. Ufficio Stampa del Consiglio Nazionale delle Ricerche
  2. Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente
  3. Ufficio Programmazione e Grant Office
  4. Istituto di Scienze Marine

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Prospettive di Ricerca presso la Base Antartica Concordia

Su mandato del Comitato Direttivo di Concordia, il Consiglio Scientifico di Concordia ha lanciato un sondaggio indirizzato alle comunità scientifiche Francesi e Italiane interessate alla ricerca polare che si svolge presso la Stazione Concordia.

L’indagine è stata stimolata dalla necessità di fornire indicazioni ai governi Italiani e Francesi che hanno recentemente espresso il desiderio di rafforzare la collaborazione in Concordia, incoraggiarne l’apertura ad ospitare scienziati internazionali ed europei  e investire nelle sue infrastrutture per le future attività.

Per decidere le priorità a breve, medio e lungo termine, i ministeri competenti hanno chiesto di indicare gli investimenti in logistica e scienza, il finanziamento richiesto e il calendario degli interventi. Il sondaggio proposto alla comunità scientifica nazionale mapperà gli interessi e gli impegni della ricerca polare nella Stazzione Concordia e fornirà indicazioni per stabilire la priorità degli interventi.
A tutti i Ricercatori interessati a fornire nuove proposte, idee scientifiche e a definire le corrispondenti esigenze logistiche per le attività future a Dome C,  viene quindi chiesto di compilare il questionario elaborato dal Consiglio Scientifico di Concordia, disponibile  online all’indirizzo:

https://framaforms.org/research-perspectives-for-the-concordia-antarctic-station-1591947893

Il questionario sara accessibile fino a fine Agosto.

Ciclo del Carbonio

Istituito nel febbraio 2019 dal Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente del CNR, il gruppo di lavoro “Ciclo del Carbonio” è costituito da 11 ricercatori e ricercatrici provenienti da numerosi istituti del CNR, università e altri enti di ricerca. La costituzione del gruppo parte dal workshop “Terra, vita e clima: Il ciclo del Carbonio” (news sul sito CNR), primo incontro di discussione scientifica nella comunità italiana impegnata sul ciclo del Carbonio, organizzato a novembre 2018 presso l’Area di Ricerca del CNR di Pisa.

Perché un network dedicato al Ciclo del Carbonio

Il carbonio è uno degli elementi più abbondanti nell’universo e forma un numero elevatissimo di composti inorganici ed organici che si trasformano costantemente attraverso il metabolismo degli organismi e i processi chimici naturali. I reservoir più importi di carbonio sono litosfera e mantello, che contengono circa cento milioni di GtC, di cui 4.000 sotto forma di combustibili fossili, gli oceani con circa 40.000 GtC, il suolo e la vegetazione con 2.200 GtC e in ultimo l’atmosfera con circa 750 GtC, circa 180 GtC in più rispetto all’epoca pre-industriale. Gli scambi di carbonio tra questi reservoir sono caratterizzati da interazioni chimiche, fisiche e biologiche secondo processi che variano nel tempo e nello spazio. Moltissime sono le domande ancora aperte e le incertezze sulle quali siamo chiamati a rispondere:

  • Quali sono i flussi geologici del carbonio – degassamento e sequestro – e come sono variati nel tempo?
  • Quale è il ruolo del metano e quale il suo contributo nel ciclo del carbonio, con particolare riferimento alle aree umide e al permafrost?
  • Quali sono i feedback provenienti delle reti trofiche, sia acquatiche che terrestri, e come modificano i flussi di C?
  • Quali sono le interazioni tra la sostanza organica disciolta in mare e le comunità microbiche e quali le conseguenze sul ciclo del carbonio?
  • Quali sono le interazioni tra le varie sfere del sistema terra, come si sono modificate nel passato e come si stanno modificando oggi?
  • Quali sono le principali incertezze nella quantificazione delle componenti antropiche sul ciclo del carbonio e come possono essere ridotte?

Il crescente ed inarrestabile aumento di carbonio fossile in atmosfera ad opera delle attività umane è una delle principali cause del riscaldamento globale; vari processi di retroazione e amplificazione potrebbero aumentarne ulteriormente la concentrazione, in primis attraverso la drammatica fusione del Permafrost. E’ quindi di cruciale importanza discutere le migliori strategie di azione, che vanno da una gestione multifunzionale delle foreste, alla protezione degli ecosistemi marini e terrestri fino allo sviluppo di tecnologie a emissioni negative, che possano contribuire a mitigare gli effetti del cambiamento climatico.

Per informazioni o proposte puoi scriverci all’indirizzo e-mail carbonetwork@cnr.it

1° workshop nazionale “Terra, vita e clima: il ciclo del Carbonio” 22-23 Novembre – Pisa

ObiettiviPartecipanti
  • Coinvolgere la comunità scientifica impegnata nei molteplici aspetti della ricerca sul ciclo del carbonio, per creare un network transdisciplinare
  • Contribuire a definire tematiche di ricerca comuni sul ciclo del carbonio, focalizzandosi sulle interazioni chimiche, fisiche e biologiche che regolano gli scambi tra le sfere terrestri
  • Individuare e segnalare possibili opportunità di finanziamento e bandi di progetto in ambito nazionale e internazionale
  • Supportare la comunità scientifica che studia il ciclo del carbonio, comunicando periodicamente iniziative ed eventi, aggiornamenti sulla letteratura scientifica, opportunità di partecipazione a progetti e bandi attivi attraverso la Newsletter dedicata “CarboNetwork”
  • Organizzare incontri scientifici, eventi di disseminazione e formazione (workshop, scuole estive, seminari)
  • Chiara Boschi (CNR-IGG) – Coordinatrice
  • Chiara Santinelli (CNR -IBF/IAS) – Vice-coordinatrice
  • Annalisa Iadanza (CNR – DSSTTA) – Segreteria tecnico-scientifica
  • Carlo Cardellini (Univ. di Perugia)
  • Alessio Collalti (CNR – ISAFOM)
  • Paolo Cristofanelli (CNR – ISAC)
  • Maurizio Ribera D’Alcalà (SZN)
  • Donato Giovannelli (Univ. di Napoli Federico II / IRBIM)
  • Olga Gavrichkova (CNR-IRET)
  • Elena Paoletti (CNR – IRET)
  • Tommaso Tesi (CNR – ISP)